E l'Oriente non fu più così misterioso


Esposizione temporanea
visitabile su richiesta

E l'Oriente non fu più così misterioso

Esposizione temporanea

Museo Archeologico Paolo Giovio

La mostra è visitabile su richiesta, rivolgendosi al personale di accoglienza.

 Frammento in calcare raffigurante tre ufficiali della guardia reale con ricco corsetto decorato, alta cintura istoriata, alti calzari sopra calze a rete fermate al ginocchio. Le braccia sono ornate da bracciali al polso e sopra al gomito. In basso, a sinistra, si scorge la parte terminale del muso di un cavallo. In alto, sempre a sinistra, i resti di un’iscrizione entro un cartiglio letta come “ZA”. Il frammento faceva parte di una grande lastra proveniente dal Palazzo Nord di Ninive, scolpita su più registri con scena di parata cerimoniale alla presenza del re e attribuibile all’età diAssurbanipal.

Le antiche civiltà del Vicino oriente, dove nacque e si affermò per la prima volta la scrittura, sono da sempre sinonimo di fascino e mistero. E il loro fascino non diminuisce man mano che gli archeologi fanno luce sugli oggetti da esse prodotti.

In occasione del centenario della prematura scomparsa dell’archeologo comasco Francesco Ballerini, il Museo Civico di Como gli rende omaggio esponendo alcuni rari e preziosi reperti che permettono di riscoprire un eccezionale nucleo del patrimonio museale.

La collezione di Alfonso Garovaglio, infatti, donata al Museo nel 1905, raccoglie oltre 5000 oggetti appartenenti alle più importanti civiltà antiche. I reperti di provenienza orientale furono esaminati proprio da Ballerini, che si era distinto negli studi di antichità orientali. Egli ricoprì il ruolo di Conservatore presso il Museo Egizio di Torino e partecipò alla campagne di scavo nella Valle delle Regine a Luxor con la Missione Archeologica Italiana in Egitto di Schiaparelli. Mantenne però sempre un forte legame con la sua città di origine: entrò a far parte della Commissione per la formazione e conservazione del Museo Civico di Como e si occupò di studiare le antichità orientali della collezione Garovaglio. Grazie al suo lavoro fu possibile leggere e interpretare le iscrizioni geroglifiche e cuneiformi che corredavano molti di questi pezzi.

Il mondo mesopotamico viene così svelato attraverso l’esposizione di alcuni oggetti appartenenti a diverse epoche e civiltà, lungo un arco cronologico di oltre 3000 anni.

Alle civiltà Sumerica, Accadica, Babilonese e Assira si possono ricondurre diversi sigilli a cilindro, oltre ad un astuccio e un mattone in argilla babilonesi con testi in cuneiforme.
Sigillo a cilindro in serpentino. Scena di lotta tra due leoni disposti simmetricamente al centro, ciascuno dei quali si lancia contro una gazzella. In basso, fra i leoni, uno scorpione. Ad un’estremità è raffigurato un albero, all’altra una figura maschile, probabilmente un eroe, che impugna un’arma. Primo periodo sumerico (XXV sec. a.C.)Sigillo a cilindro in serpentino. Scena simmetrica con al centro un eroe che afferra da un lato una gazzella e dall’altro un’antilope, ciascuna delle quali è assalita alle spalle da un leone.  Periodo accadico (XXIII sec. a.C.)Sigillo a cilindro in diaspro. Scena di presentazione: il titolare del sigillo viene accompagnato per mano da un altro personaggio alla presenza della divinità o del sovrano in trono.Periodo neo-sumerico (terza dinastia di Ur, XXII-XXI sec. a.C.) Astuccio in argilla, risalente agli inizi del II millennio a.C., e precisamente al XIII anno di regno di Sin-Muballit, il padre di Hammurabi, che racchiude ancora al suo interno una tavoletta, pure in argilla, sulla quale è inciso un contratto in lingua babilonese, intercalato da termini notarili in lingua sumerica.
L’impero assiro è testimoniato anche da due splendidi frammenti di rilievi che dovevano decorare le sale dei palazzi di Ninive.

Frammento di rilievo in calcare: vi è raffigurato il volto di un uomo di profilo, con barba corta e vestito di tunica a maniche corte, che traina, curvo, un carico non visibile mediante un sistema di funi, una delle quali è collocata obliquamente sul suo petto. Davanti a lui si intravede un’altra fune obliqua, che fa supporre la presenza di un altro personaggio intento allo stesso lavoro. Grazie a questi elementi iconografici è stato possibile attribuire questo frammento al ciclo di rilievi che ornavano le sale del Palazzo Sud-Ovest di Ninive, residenza del re Sennacherib (704-681 a.C.).

I sigilli achemenidi e sasanidi ci raccontano gli ultimi secoli di questa civiltà, quando entrò in contatto con i Greci, i Romani e i Bizantini, fino alla definitiva conquista araba.

Sigillo in calcedonio-agata che reca incisa una scena araldica con due tori rampanti in un campo sormontato dal crescente lunare. Epoca achemenide (VI-V sec. a.C.)Sigillo in calcedonio-corniola che reca incisa la figura di un cavallo volto di profilo verso sinistra. Epoca sasanide (III-VII sec. d.C.) Sigillo in calcedonio-corniola che reca incisa la raffigurazione di un’antilope accucciata di profilo, con la zampa anteriore sinistra distesa in avanti, mentre la destra è ripiegata sotto il ventre. Dalla Persia. Epoca sasanide (III-VII sec. d.C.) Sigillo in calcedonio-corniola che reca inciso un quadrupede, dal muso affusolato, volto di profilo. Dalla Persia. Epoca sasanide (III-VII sec. d.C.)

Non bisogna, infine, dimenticare che Ballerini studiò anche diversi reperti dell’Antico Egitto (il sarcofago della sacerdotessa Isiuret, scarabei, ushabti, elementi architettonici) che si possono ammirare nella sala egizia del Museo e che in questa circostanza vengono ulteriormente valorizzati.


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Orari di apertura
martedì-sabato: 9.30-12.30 e 14.00-17.00
mercoledì: 9.30-17.00
domenica: 10.00-13.00
lunedì: chiuso

Info
tel. 031 252550
musei.civici@comune.como.it