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Campagne di scavo archeologico

A Laino in val d’Intelvi sono in corso periodiche campagne di scavo archeologico condotte dal Museo “Giovio” di Como presso la chiesa di San Vittore su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.Veduta della Chiesa di San Vittore e della zona denominata Castello

Il dosso interessato dallo scavo si innalza fra due profonde valli percorse dai torrenti Telo e Lirone, con pareti molto ripide che rendono quasi impossibile l’accesso alla cima se non dal lato occidentale. La sommità è occupata dalla chiesa di S. Vittore, mentre poco sotto si trovano i resti indagati.

Le ricerche stanno portando alla luce l’antico castrum, vale a dire la fortificazione che nel VI secolo d.C. venne qui edificata ad opera di Marcelliano, come risulta dalla sua epigrafe funeraria esposta in copia sotto il porticato della chiesetta.

Già dagli inizi del ’900 il ritrovamento di due orecchini in oro del tipo “a cestello” lavorati a giorno con filigrana, prodotti tipici dell’oreficeria romano-bizantina e databili alla fine del VI-VII secolo aveva fornito un’importante indicazione circa la rilevanza archeologica del sito.

Sulla scorta di questi dati nel 1996 il Museo Archeologico di Como, sotto la direzione di Isabella Nobile, decise, pertanto, di effettuare alcuni sondaggi esplorativi, grazie ai quali vennero individuate alcune aree che meritavano un approfondimento dell’indagine.

Finora sono stati messi in luce una decina di ambienti, alcuni dei quali sono stati scavati fino a raggiungere il piano d’uso, come l’ambiente 1 che presentava almeno tre focolari. Uno di questi ambienti, il n. 3, si è rivelato essere una cisterna, grazie alle sue caratteristiche costruttive: la struttura è costituita da filari alternati in calcare e “tufo locale” e rivestita internamente da uno spesso strato di malta idraulica, color rosa acceso, solo in alcune parti ancora conservato in situ.

Gli edifici sono a pianta per lo più rettangolare, di modulo non uniforme, delimitati da muri costruiti con pietre legate da malta, almeno nelle fondamenta, l’unica parte conservata. Le pietre sono state ricavate dai banchi di roccia calcarea locale: quella su cui poggia l’edificio n. 8 mostra evidenti segni del suo sfruttamento per la cavatura di materiale destinato alla costruzione.veduta dell'ambiente 8 - area di S. Vittore, Laino

L’indagine di questo stesso ambiente ha fornito un’indicazione circa le tecniche costruttive utilizzate per la realizzazione degli alzati. Infatti, in questo caso l’edificio è stato parzialmente ricavato tagliando la roccia in posto; in seguito la parete naturale, che costituisce il lato sud dell’edificio, è stata sopraelevata con muratura di pietre.

Questo è il solo esempio finora rinvenuto a Laino di edificio scavato nella roccia; gli altri edifici sono invece delimitati da pareti in muratura, costruiti con pietre appena sbozzate spesso a secco o con scarsa malta.

Quasi tutte le murature finora emerse facevano parte dell’insediamento ricordato dall’epigrafe di Marcelliano, come si è potuto comprendere grazie al ritrovamento di diversi reperti (frammenti di ceramica, pietra ollare, metallo e vetro) che consentono di esprimere una datazione al VI secolo.

La vita quotidiana che doveva svolgersi entro il castrum è testimoniata da numerosi oggetti di uso domestico. Anche se sono giunti a noi in gran parte frammentati, è possibile ricostruirne la forma e capirne la funzione grazie ai confronti con altri rinvenimenti provenienti da insediamenti analoghi a quello di Laino.

Accanto al vasellame in terracotta (olle, tegami, coperchi, ecc..) destinato alla preparazione dei cibi in cucina sono documentati diversi recipienti in pietra ollare, usata in cucina perché resisteva bene alle alte temperature e non trasmetteva strani sapori ai cibi.

Nell’insediamento si esercitavano alcune attività artigianali che si suppone fossero connesse alla lavorazione di piccoli oggetti in metallo e alla rilavorazione del vetro. Ne sono testimonianza alcuni frammenti di piccoli crogioli, realizzati in materiale refrattario resistente alle alte temperature entro i quali venivano fuse limitate quantità di metalli.

Indicatori delle attività lavorative domestiche che dovevano abitualmente svolgersi all’interno dell’insediamento sono le fusaiole, rinvenute in discreta quantità.

piede di calice in vetro - Laino  fusaiole dallo scavo di Laino 

pettine in osso dallo scavo di Laino fibula in bronzo a forma di pavone dallo scavo di laino

Tra gli oggetti d’uso personale si segnalano una fibula a forma di pavone in bronzo, anelli, braccialetti, perle di collana e spilloni per acconciature.

Ai margini del pianoro, verso lo strapiombo, l’allargamento di un sondaggio ha messo in luce una sequenza stratigrafica di ben nove livelli: quello più antico conteneva frammenti ceramici databili all’età del Bronzo finale, tra cui una parete decorata a impressioni.


Bibliografia: I. NOBILE DE AGOSTINI, Tracce del passato: l’insediamento altomedievale di Laino, Como 2011.

Per altre informazioni si può visitare il sito Fasti Online