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Archivi

  1. *Fondo Musei Civici - Attualmente consiste in 16 faldoni che che raccolgono la corrispondenza relativa all’attività svolta dal Museo Civico negli anni dal 1871 al 1969. Il fondo è documentato nel SIUSA.
  2. *Fondo Ispettorato - Si compone di due nuclei, uno documentario e uno fotografico. Il nucleo documentario, suddiviso in 5 faldoni, è costituito da lettere, verbali, relazioni relative all’attività svolta dal Regio Ispettorato (Commissione Regia per i Monumenti e Commissione Archeologica) dal 1871 al 1914. Il nucleo fotografico comprende le stampe in B/N degli edifici del territorio commissionate dal Regio Ispettorato. Le stampe sono state schedate e riprodotte. Riproduzioni e schede sono riunite in 13 faldoni.
  3. *Fondo Acchiappati - Pervenuto in museo nel 1972 con il lascito testamentario di donna Maria Teresa Gandolfi-Honyold, vedova Acchiappati, discendente in linea femminile della famiglia Giovio. Il lascito comprendeva, oltre al fondo documentario, un fondo librario e un nucleo di opere d’arte.  Il fondo documentario, suddiviso in 13 cartelle, raccoglie carte private, atti notarili, documenti familiari e circa 200 lettere (XVI-XX sec.) di mittenti e destinatari diversi, tra i quali Giovan Battista Giovio (XVIII sec.), Giuseppe Baretti, Giuseppe Luigi Lagrange e Lazzaro Spallanzani. Il fondo è ordinato e informatizzato, è documentato nel SIUSA e nella sezione “Archivi Storici” del portale “Lombardia Beni Culturali”.
  4. *Fondo risorgimentale o Archivio Giuseppe Mori - Il fondo è diviso in due parti: la prima, nota come archivio Mori, comprende 19 cartelle divise in sezioni e si è costituita grazie a donazioni e lasciti degli anni 1920-1940. Le cartelle contengono avvisi, proclami, fogli a stampa, documenti anagrafici e notarili, carte patrimoniali, appunti, fotografie relativi al periodo 1796-1920. Riguardano essenzialmente l’attività politica di patrioti e uomini politici del periodo risorgimentale e dei primi anni dello Stato unitario, con particolare riferimento all’area lombarda e comasca. La cartella XVI comprende la documentazione relativa all’annullamento del matrimonio tra Giuseppe Garibaldi e Giuseppina Raimondi e la cartella XVIII contiene tra l’altro 30 lettere autografe di Giuseppe Mazzini inviate a diversi destinatari tra il 1826 e il 1866. La seconda parte dell’ Archivio, denominata Archivio Nuova Serie, consta di 10 cartelle contenenti manoscritti e documenti che comprendono come periodo storico il Risorgimento Comasco fino alla Seconda guerra mondiale. A queste cartelle si aggiungono due cartelle con materiale miscellaneo (documenti e fotografie) e due registri con corrispondenza di guerra relativi al secondo conflitto mondiale. Attualmente l'unico strumento di corredo per la consultazione è l’indice cartaceo redatto da Giuseppe Mori nel 1943. Il fondo è documentato nel SIUSA.
  5. *Fondo Alfonso Garovaglio - Il fondo, acquistato negli anni ’60 del ‘900 dal Comune di Como presso l'Antiquario Rizzi di Milano, è oggi conservato presso i Musei Civici di Como. E’ costituito da documentazione di carattere personale, di studio e professionale, che copre un arco cronologico compreso fra il 1775 e il 1908. Le carte, conservate in 430 fascicoli contenuti in otto scatole, sono state organizzate nelle seguenti serie principali: "Carte di famiglia e personali", "Titoli, attestati, onorificenze e cariche", "Attività di studio", "Carteggio", "Componimenti e poesie d'occasione". All'interno di ciascuna serie, il materiale è raccolto in fascicoli ordinati cronologicamente, ad eccezione del "Carteggio", per il quale è stato previsto un ordinamento alfabetico per cognome del mittente. Tra i corrispondenti figurano illustri archeologi e numerose istituzioni.
    Alcuni taccuini di appunti testimoniano l’attività di ricerca archeologica e di controllo sul territorio effettuata da Garovaglio in quanto Regio Ispettore alle Antichità dal 1875 al 1900.
    Di particolare interesse il materiale relativo ai viaggi effettuati da Garovaglio in Europa e in Oriente.  Il fondo è stato inoltre recentemente accresciuto con l’acquisto di 5 taccuini contenenti il diario e i disegni originali eseguiti dallo studioso durante il suo viaggio in Siria e Mesopotamia del 1886-'87. Il fondo è ordinato e informatizzato, è documentato nel SIUSA e nella sezione “Archivi Storici” del portale “Lombardia Beni Culturali”.
  6. *Fondo Aristide Baragiola - Il fondo raccoglie documentazione compresa fra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. Le carte riguardano prevalentemente l’attività di studio del Baragiola e in particolare le sue ricerche sugli insediamenti delle “isole etniche tedesche” in alcune zone dell’Italia settentrionale. La documentazione (cartoline, manoscritti autografie, fotografie, lettere) è raccolta in 484 fascicoli contenuti in 21 faldoni ed è organizzata in: “Studi e ricerche”, “Incarichi ufficiali e attività didattica”, “Corrispondenza”, “Documenti di Nerina Baragiola” (figlia del docente), “Corrispondenza di terzi a terzi”. Il fondo è ordinato e informatizzato, è documentato nel SIUSA e nella sezione “Archivi Storici” del portale “Lombardia Beni Culturali”.
  7. *Fondo Voltiano - Il fondo, oltre i cimeli voltiani, comprende una piccola biblioteca di documentazione sull'attività di Alessandro Volta e sulle scienze fisiche, a partire dal XVIII secolo; attualmente è in deposito presso la Biblioteca ed è consultabile tramite inventario informatizzato. In particolare si possono consultare i 7 volumi dell’opera di Alessandro Volta e il suo epistolario.
  8. *Fondo Ufficio Tecnico - I materiali, di grande interesse per lo studio dello sviluppo edilizio e urbanistico della città di Como dagli anni Trenta agli anni Cinquanta del XX secolo, furono trasferiti dall’archivio dell’Ufficio tecnico comunale ai Musei negli anni 1992, 1994 e 1996 per iniziativa del geometra Flavio Botta. Il fondo si compone di due nuclei: 1) materiali fotografici, 2) elaborati progettuali (tavole, pannelli, plastici). Il secondo non è ancora inventariato. Il nucleo fotografico è invece inventariato e schedato. Si compone di circa 12.500 pezzi tra fotografie, lastre fotografiche e negativi. La documentazione copre l’arco cronologico che va dal 1928 alla fine degli anni ’50, il gruppo più cospicuo riguarda gli anni 1930-40. Si tratta di servizi fotografici fatti dal Comune di Como per documentare eventi e manifestazioni, ma soprattutto attività di costruzione e avanzamento dei lavori condotti dalla stessa amministrazione, insieme a scatti che immortalano inaugurazioni di strade, case popolari e lavori edilizi di vario genere. 
  9. Archivio fotografico - l'archivio conserva lastre fotografiche, stampe, negativi b/n, fotocolor, diapositive e immagini digitali delle opere esposte e conservate nei depositi; l'archivio non è consultabile; è possibile richiedere riproduzioni previa autorizzazione e pagamento dei diritti di riproduzione (vedi consultazione archivi). 
  10. *Fondo Ico Parisi - Il Fondo Ico Parisi raccoglie il lascito di Ico e Luisa Parisi ai Musei Civici di Como. Si tratta di una collezione di dipinti, oggetti, vetri, ceramiche e arredi provenienti dallo Studio La Ruota, la galleria-laboratorio aperta dai coniugi Parisi a Como nel dopoguerra. E' parte del Fondo anche l'Archivio Ico Parisi. I Parisi iniziano l'archiviazione dei documenti della propria attività nel 1988, li assiste Stefania Sala. In questa fase si producono schede descrittive per ogni oggetto o progetto. Nel 1990, prima della scomparsa della moglie Luisa, Parisi deposita parte dei lucidi e dei disegni presso la Galleria Civica di Modena. In questa sede i materiali vengono inventariati e schedati dal personale della galleria. Nel maggio del 1995, all'atto di donazione del Fondo, l' Archivio viene trasferito nella Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi di Como, con eccezione dei disegni, che rimangono a Modena. Parisi lavora ai documenti fino al dicembre del 1996, anno della sua scomparsa. Dopo la morte di Parisi altro materiale riferibile all'Archivio è stato donato dagli eredi alla Pinacoteca Civica. Dal novembre del 2003, con un progetto Sirbec cofinanziato dal Comune di Como e dalla Regione Lombardia, il lavoro di schedatura è stato proseguito da Stefano Pirovano - che contestualmente ha schedato anche parte dei disegni di Modena - e Stefania Sala. L'Archivio Ico Parisi contiene schede descrittive, schizzi preparatori, immagini fotografiche, lucidi di progettazione e documenti di varia natura prodotti da Ico e Luisa Parisi e dai loro collaboratori durante tutto l'arco della loro carriera. Attualmente è consultabile una selezione significativa di 530 stampe del fondo fotografico. Il fondo è documentato nel SIUSA.
  11. Fondo Mario Cereghini - Il fondo, donato ai Musei nel 1989 dalla famiglia dell’architetto lecchese, documenta l’attività professionale esercitata dal 1930 al 1960 nel campo della progettazione di opere edilizie pubbliche e private, di architettura d’interni e di design. Comprende disegni, schede, rullini fotografici e articoli relativi a circa 387 progetti. Il fondo è documentato nel SIUSA.
  12. Fondo Antonio Sant'Elia - Il fondo riunisce il più consistente e importante nucleo di disegni dell’architetto futurista Antonio Sant’Elia. Il fondo è documentato nel SIUSA e i disegni sono consultabili nella sezione “Beni Culturali” del portale “Lombardia Beni Culturali”
  13. Fondo Mario Radice - Il fondo, donato ai Musei nel 2002, consta di 2652 unità archivistiche, conservate in 62 faldoni e 3 tubi. Il materiale comprende 3 tipologie di documenti relativi a: 1) vita privata dell’artista, attività precedenti a quella artistica, attività di volontariato; 2) attività artistica, con atti inerenti la progettazione e la realizzazione di opere pittoriche e grafiche, relazioni di critica d’arte, documenti attestanti attività culturali e di impegno civile; 3) documenti prodotti da studiosi dopo la morte dell’artista. Il materiale comprende anche fotografie, cassette video e audio, medaglie, e la corrispondenza intercorsa tra i coniugi radice e artisti, critici d’arte, giornalisti, possessori di opere, galleristi, amici e parenti. Il fondo è ordinato e informatizzato, è documentato nel SIUSA e nella sezione “Archivi Storici” del portale “Lombardia Beni Culturali”.

I fondi contrassegnati da * sono consultabili su appuntamento (vedi consultazione archivi).